Ivana Spagna avrebbe potuto entrare nella mia rubrica anni 80, ma d'altra parte così mi sarei fermato solo alla prima parte. Lei è nata come artista da dancefloor, anche se allora la musica da discoteca non era la lontana parete di certa roba tutta uguale che si ascolta oggi.
La sua carriera è partita con Easy lady: 2 milioni di copie vendute, successo di vendite anche in Svizzera e Germania e Francia: canzone dell'estate 1986. Anche se allora avevo 5 anni, la ricordo bene, gran bel pezzo. Eh sì che le case discografiche le dicevano che "una cantante italiana che si chiama Spagna e canta in inglese non avrà successo". Dovettero ricredersi e nel 1987 con Call me, arriva un altro successo, Call me. Questa volta si accontenta del secondo posto in Italia, ma il suo pezzo arriva anche negli Usa, oltre che in tutta Europa.
Negli anni successivi continua a pubblicare album in inglese, passata il giusto in Italia, sembra quasi che all'estero sia più apprezzata. E' in controtendenza con la maggioranza degli artisti italiani, d'altra parte lei prende sul serio l'idea di cantare in inglese. Probabilmente noi italiani al tempo non eravamo pronti - a parte i tormentoni - per un'artista italiana che canta inglese, eppure - sempre a parte i vari tormentoni brevi -, lei è stata pioniere in questo, anticipando Elisa - che negli anni 90 rilanciò questo concetto -.
Poi però negli anni 90, per l'esattezza nel 1994, arriva per lei l'occasione di provare a cantare in lingua madre, rifacendo la colonna sonora del Re Leone. L'idea fu un successo e l'anno dopo si presentò all'Ariston portando il brano Gente come noi. Col cambio di lingua, cambia anche il genere, preferendo un pop più leggero e melodico. D'altra parte a voce glielo permette e non è un caso se si classifica terza - superata da Morandi e da una certa Giorgia, ai primi anni di carriera -.
Il suo disco, con 350 mila copie vendute, è il disco più venduto per un'artista femminile -ex aequo con Giorgia -. L'anno dopo torna a Sanremo portando Ed io penso a te. Pubblica il disco Lupi solitari, che con le 400 mila copie vendute è per lei il record personale di vendite.
Passa qualche anno, ma nel 2000 rieccola a Sanremo con Con il tuo nome, brano ben accolto dalle persone, ma non dalla giuria dei critici. Non sono anni felici - musicalmente parlando -, difatti le vendite non sono più quelle di un tempo. Nel 2003 prova un progetto internazionale, l'album Woman contiene pezzi dance inglesi, viene tradotto anche in spagnolo. Si continua con progetti vari, nel 2006 si guadagna un po' di spazio con una nuova partecipazione a Sanremo. L'ultimo disco è stato pubblicato a gennaio. Four contiene brani in inglese, purtroppo in radio non ha molto seguito.
Oggi molti si chiedono se è stata una mossa giusta scegliere di cantare in italiano: all'estero si era ritagliata un interessante spazio, anche se in Italia era sempre meno seguita. Poi questi discorsi da bar lasciano il tempo che trovano, la controprova non l'abbiamo e tutto sommato, grazie ai suoi lavori italiani si è fatta apprezzare da molti fan in Italia.
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lunedì 14 maggio 2012
giovedì 3 maggio 2012
Italia patria di artisti - Raf
Mi cospargo la testa di cenere, ho parlato nella scorsa puntata di Ruggeri, scordandomi del mitico Raf. E allora imbrogliamo, ancora lettera R. Cospargendomi sempre il capo di cenere, nella prossima puntata ritorno alla lettera L - altra dimenticanza -.
Raf entra nel mondo della musica muovendo i primi passi con un certo Ghigo Renzulli, quando i Litfiba ancora non esistevano. Nel 1983 ecco il suo primo singolo di successo, Self control, brano in inglese. Questo pezzo caratterizzato dal sound tipico elettronico degli anni 80, fa parte del suo primo disco da solista, inglese. Scrive il testo di Si può dare di più e partecipa all'eurofestival in coppia a Tozzi con Gente di mare, bellissimo brano che rimarrà in classifica per lungo tempo. Nel 1988 partecipa con Inevitabile follia, una delle canzoni mie preferite.
Arriviamo al 1989 ed esce Cosa resterà degli anni 80: un brano dove fa il punto su quanto di bello e di brutto si è visto in questo decennio: molti richiami a fatti storici, a mode e a brutte storie - "anni bucati" -. Io avevo 8 anni e allora conobbi musicalmente Raf, fino a quel momento sconosciuto. Piccola curiosità: ero al parchetto a dondolarmi su un'altalena: passavano delle ragazze - avranno avuto 15 16 anni - che criticavano al canzone. Io, ne presi le difese, sostenendo fosse molto bella. Pazienza che al tempo molte cose non le capivo, ma già al tempo Raf mi aveva convinto.
Nel 1991 ecco Sogni... è tutto quello che c'è, disco che contiene vari brani di successo. Innanzitutto notate come la track 1 è il finale dell'ultima canzone, Sogni. Se lo avete, ascoltatelo dall'ultima canzone, passando poi alla prima. Il disco contiene, tra tutte, Oggi un Dio non ho, un brano molto interiore, dove si descrive una fede forse persa, ma con la speranza di ritrovarla prima o poi.
Anno 1993, ecco Cannibali, disco divenuto famoso soprattutto per il brano Il battito animale, grazie a cui vince il festival bar. Disco più ritmato, con maggior spazio per la chitarra elettrica. Di tutte le canzoni, a me piace molto Cannibali, un brano di denuncia, il cui testo è tutto da ascoltare
Si lo so fa male ma
Questa è la verità
Siamo tutti buoni – siamo tutti buoni
Come gli scorpioni che aspettano
Come coccodrilli che piangono
Non fidarti mai quando fanno gli occhi tristi
Ma qui con te, rimbalzo tra le luci
Di mille semafori – e ridiamo svegliandoci –
A piedi nudi nel blu
Più su liberi di non tornare più
Nel 1995 ecco Manifesto, album i cui singoli sono stati Sei la più bella del mondo, Il suono c'è, Dentro ai tuoi occhi e Prima che sia giorno. Nel 1998 ecco La prova, rockeggiato, basti pensare a Vita, storie e pensieri di un alieno, ma anche a La danza della pioggia. L'albm contiene un brano, dedicato ad Ernesto Guevara - Jamas -.
ma il mostro del grande sogno americano
inghiottiva per sua natura i più deboli
nella legittima rivalsa contro i potenti
fino in fondo hai creduto ma quei tuoi sogni
mai mai non li avranno mai
quelle tue speranze non le hanno uccise sai
il pensiero non si spegne è un fuoco acceso
oh?mai no te habran jamas
Nel 2001 ecco Iperbole, album lanciato soprattutto da Infinito, brano che ha avuto molto seguito. Non dimentichiamoci però anche di Nei silenzi, dolce canzone accompagnata da una semplice chitarra. 2004, ecco Ouch, di cui ricordo bene In tutti i miei giorni
Gli ultimi lavori sono Passeggeri distratti e Numeri. Quest'ultimo è uscito lo scorso anno, voglio riproporvi il singolo che lanciò l'uscita del disco: mi piace per la solarità e l'allegria che mette il brano.
lunedì 23 aprile 2012
Italia patria di artisti: Enrico Ruggeri
Abbiamo chiuso la settimana con questa rubrica ed ora ripartiamo con la medesima, tanto musica nuova di rilievo non ce n'è molta per ora. E allora eccoci alla R, Enrico Ruggeri. Lo conosco fin da quando ero piccolo, diciamo da quando è passato ad un genere più pop.
Già perché Enrico, nel mondo della musica da quando aveva 15 anni, all'inizio era un rockettaro duro, suonava punk rock: forse qualcuno avrà visto una sua foto del tempo, con degli improbabili capelli biondi tinti.
Nel 1983 il suo primo album di successo, Polvere, lanciato dal suo omonimo singolo. E' ancora viva la sua vena rock, anche se inizia a farsi largo uno stile più pop. Lo stesso anno scrive per Loredana Berté Il mare d'inverno, canzone che diventerà un classico per l'autore. Io prediligo la versione cantata da lui stesso.
Altra collaborazione, altro successo: scrive per Fiorella Mannoia Quello che le donne non dicono. Poi insieme a Morandi e Tozzi canta Si può dar di più, canzone che diventa l'inno della Nazionale cantanti, fondata per scopi benefici.
Nel 1991 un album di successo, Peter pan, sospinto dal suo singolo omonimo. Molto poetica anche prima del temporale, è un Ruggeri sempre più poetico, ma che non scorda anche la sua antica vena rock. Nel 1993 vince con un brano rock, Mistero. Salirà ancora altre volte all'Ariston, come ad esempio nel 2002 con Primavera a Sarajevo, un brano che forse non ha avuto il giusto riscontro di successo, ma che a me piace molto: parla di una città che vuole rialzarsi dopo le ferite subite nella guerra.
Rieccolo a Sanremo l'anno dopo con la moglie Andrea Mirò: partecipazione importante soprattutto per il messaggio del suo pezzo, Nessuno tocchi Caino. Un pezzo molto forte, impossibile rimanere impassibili ascoltandolo. Cantato a due voci appunto, Enrico Ruggeri fa la parte del boia, mentre Andrea è il condannato
Negli ultimi anni si è dedicato a progetti più in sordina, non è più riuscito a raggiungere il successo avuto tra gli anni 80 e 90. Parallelamente si è dedicato anche ad altre attività, compresa quella di presentatore.
venerdì 20 aprile 2012
Italia patria di artisti: Max Pezzali
Ed eccoci alla P, dove ecco un artista apprezzato soprattutto da chi in quegli anni 90 li ha vissuti da teenager ma anche chi è un coetaneo suo come età. Parliamo di Max Pezzali e quindi del suo gruppo, gli 883.
Fondato il gruppo con Mauro Repetto quando andavano a scuola, si parla di 1989. Max è stato respinto in terza superiore: così conosce Mauro e nasce quel gruppo. Si fanno conoscere a Castocaro con Non me la menare. Ecco, quel brano rappresenta l'emblema del gruppo e lo stile. Loro conquistano tante persone parlando di temi comuni, di tematiche tipicamente giovanili. Le liti con la fidanzata, gli amori raccontati non con l'eccesso di poesia, ma con le parole che useremmo noi. Insomma gli 883 sono stati il nostro gruppo perché ci immedesimavamo nei vari testi.
Il primo disco, Hanno ucciso l'uomo ragno, è un successo pazzesco. Il singolo di traino omonimo è una canzone rock dal sapore noir. Lo slang giovanile acchiappa molto. Il resto dell'album è così, con storie di tutti i giovani e con slang tipici giovanili - sfigato, deca tanto per dire.
Il secondo album, Nord sud ovest est, è la consacrazione definitiva della band. Oltre all'omonimo singolo, c'è Come mai, un primo pezzo d'amore un po' più adulto. In realtà tutto il disco, pur mantenendo la loro firma da ragazzotti, fa intravvedere una inevitabile maturazione. Se in rotta per casa di Dio fanno ancora i cazzari, in Cumuli si introduce un argomento molto duro, quello dell'eroina - le spade, come le chiama lui e come si definivano al tempo le siringhe -. Io ero piccolo, ma chi era un po' più grande di me ha vissuto il dramma di vedere amici cari perdersi nel tunnel dell'eroina. Cumuli invece ha un finale diverso: il suo amico ha saputo uscirne: mi piace poi questa frase
Si perché è un po' il vuoto di tutti noi
ci sbattiamo tanto per chiuderlo
ci proviamo e non ci riusciamo mai
allora tanto vale conviverci
Un altro pezzo che mi piace molto è Weekend, un pezzo in cui io mi sono sempre un po' trovato. Non andavo nelle disco il sabato, però ricordo quel sapore malinconico della domenica pomeriggio in centro.
Il terzo disco, La donna il sogno e il grande incubo, è un disco che rappresenta una serie di novità. Prima, gli 883 che vanno a Sanremo, portando Senza averti qui. Seconda, vediamo salire sull'Ariston solo Max. Dov'è Mauro, quello che tutti chiamavano inutile, ballerino, ma che poverino, i testi li ha pur scritti? Ha deciso di lasciare, forse per tentare fortuna da solo. Quindi da questo momento gli 883 vanno avanti col solo Max. Il singolo omonimo parla di un sogno, è strano ma molto bello. Un pezzo che mi piace è Gli avvoltoi, dedicato a questi personaggi che attendono che sei in crisi con la ragazza per cercare di soffiartela. Nel pezzo O me o quei deficienti lì, c'è una delle due tra Paola e Chiara - già nella band come coriste - che canta nel ritornello.
Ed eccoci a La dura legge del gol. Ecco qua la sonorità cambia, Max ha una maturazione nei testi pazzesca. Devo ammettere, mi piace, però io sono sempre più legato ai primi 3 dischi, quando faceva il cazzaro, mettendo pur qualche canzone più seria. Ritorna il brutto tema della droga in Se tornerai. Un pezzo filosofico invece La dura legge del gol, che non posso che condividere. C'è spazio anche per la canzone distesa quale Non ti passa più: i vari "livelli" sono una caricatura di tipiche storie d'amore che nascono e muoiono così. Andare dai genitori "vestito a festa", "l'interrogatorio" dei genitori, "menate da panico", "mollato in tronco senza dir manco bah".
Con questo disco si chiude un ciclo, perché poi arrivano i greatest hits e Uno in + non ha più il fascino dei precedenti: però Come deve andare è una canzone bellissima, una metafora fantastica della vita.
Poi Max decide di pubblicare i successivi album come Max Pezzali: ne ha pubblicati 3 anche se, essendo cresciuto lui, i nuovi dischi maturi faticano a prendere. E' ovvio che se penso a Max, il primo pensiero non può andare per secondo tempo, ultimo pezzo presentato lo scorso Sanremo, bensì a quei mitici anni. Già gli anni
giovedì 12 aprile 2012
Italia patria di artisti - Noemi
Forse i più attenti lettori avranno capito col tempo che tra gli artisti che apprezzo, c'è senz'altro lei, Noemi. Avrei voluto parlare anche dei Negramaro, ma non conosco i primi album: anche l'ultimo non l'ho sentito bene. Parlerei di Nina Zilli, ma anche per lei, pur apprezzando molto le canzoni che ho sentito, avrei da dire meno.
Noemi forse è l'artista che meglio ha sfondato nei cosiddetti reality musicali, convincendo subito tutti, anche gli scettici verso coloro che escono dai programmi talent. Dopo esser giunta 5° a XFactor, ma 2° nel premio della critica, nell'aprile 2009 pubblica il suo primo inedito, Briciole. Sono subito rimasto colpito dalla sua voce e da questo mix di Blues e Soul.
Poi ecco a settembre dello stesso anno il suo primo album, anticipato da L'amore si odia, in un fantastico duetto con una colonna della musica italiana quale Fiorella Mannoia. Questo pezzo aumenta l'interesse per questa artista, ben seguita dalle radio e molto apprezzata. Sull'onda dell'entusiasmo, l'anno dopo è a Sanremo con il brano Per tutta la vita. Becca un Sanremo pazzo, con Pupo e Filiberto contestati ma secondi, Scanu vincitore, spartiti dell'orchestra che volano quando si scopre che il suo pezzo non salirà sul podio - si ferma al 4° posto -. Ma la classifica vendite sorride a lei, la sua popolarità cresce. A Sanremo comunque ha fatto un figurone, si è esibita da vera big, come un'artista con anni di esperienza.
Passa un anno ed ecco Rossonoemi, secondo album dell'artista, anticipata da Vuoto a perdere, pezzo scritto da Vasco Rossi. E' una Noemi diversa, meno Soul e più Rock, ma non per questo piace meno, anzi dimostra di essere abile con un genere pop rock più pesante. L'unico dispiacere è che la chitarra a tratti nasconda troppo la sua voce. Il secondo singolo, un po' meno filato dalle radio è Odio tutti i cantanti: è un peccato però perché è interessante il significato della canzone, contro il troppo consumismo e la troppa superficialità: il titolo stesso è una provocazione in tal senso.
Quest'anno rieccola a Sanremo con Sono solo parole: impeccabile la sua voce ma il testo a tratti sembra un po' ripetitivo forse. Comunque lei ha i numeri per una lunga carriera: talento, voce e sa adattarsi in vari generi musicali. Forza Noemi.
giovedì 29 marzo 2012
Italia patria di artisti: Fiorella Mannoia
Per lo stesso motivo per cui non ho parlato di Battisti, oggi evito di affrontare Mina. Invece Fiorella Mannoia merita un post.
Fiorella Mannoia ha iniziato a suonare nel 1968, presentandosi al cantagiro. Ma il successo arriva molti anni dopo, nel 1981 con Caffé nero bollente, pezzo portato all'Ariston. Qui si fa conoscere al grande pubblico, ma dobbiamo aspettare il 1984, anno in cui si ripresenta all'Ariston con Come si cambia, brano che le fa capire che la sua vocazione è il canto. Le sue sono canzoni eleganti d'autore, caratterizzate da una buona tonalità di voce.
Nel 1987 ecco quello che tuttoggi è considerato uno dei brani più famosi dell'artista: Quello che le donne non dicono, scritta da Ruggeri. E ancora l'anno dopo ecco Le notti di maggio, una delle mie preferite: il testo di Fossati è un'autentica poesia, lei le dà la giusta voce elegante che serve per un pezzo del genere.
Nel 1992 ecco I treni a vapore, album di grande successo per l'artista: l'omonimo singolo, scritto sempre da Fossati, mi fa sognare, mi fanno immaginare un vero viaggio su un treno sbuffante.
Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà.
Anche il cielo d'Irlanda, dello stesso disco, merita menzione. Faccio un passo indietro: nel 1989 ha ricantato in italiano con Fossati Que sarà, tradotta in italiano.
Nel 1999 ecco la cover di Sally: se Vasco aveva scelto un tono più ironico, più leggero, la Mannoia riesce a rifarla dandole un tono più grave e profondo, a parer mio è venuta bene.
Il nuovo millennio non le porta il successo di un tempo, forse per la musica d'autore andando avanti con gli anni lo spazio inizia a diminuire, pare si punti più su motivetti banali e orecchiabili, lasciando sempre meno spazio ad artisti come lei. Io ricordo ad esempio il disco del 2006, Onda tropicale: un omaggio alla musica brasiliana, forse vi ricordate del singolo Cravo e canela.
Nel 2009 ecco per lei un singolo che le regala il giusto successo, lo stupendo duo con Noemi in l'amore si odia. Un pezzo che adoro particolarmente per la presenza di due artiste che apprezzo molto. Infine nel 2011 un altro album di inediti, di cui forse avrete sentito Io non ho paura, dove Fiorella mostra che tutti questi anni di carriera non hanno scalfito la sua classe e la sua voglia di far musica.
lunedì 12 marzo 2012
Italia patria di artisti - Irene Grandi
Oggi parleremo della carriera di Irene Grandi: La H non offriva nessuno che ricordo al momento, spero di non aver commesso gravi dimenticanze. Se conoscete gruppi o astisti italiani che iniziano con l'H segnalate nei commenti :-D
Dunque veniamo a lei, Irene, che inizia a farsi conoscere con Un motivo maledetto, simpatico testo dove l'artista si fissa appunto con un motivetto senza le parole. E questo è il suo originale biglietto da visita con cui si presenta a Sanremo giovani, dove porta Fuori, che al di là del 4° posto permette a lei di farsi sentire in radio. L'album contiene in particolare due pezzi, oltre le canzoni già menzionate, di particolare interesse. T.V.B. e Vai vai vai, forse una delle canzoni più romantiche scritte dall'artista.
Già perché lei unisce romanticismo, ironia, pop e pure una punta di rock. Nel 1995 l'album della consacrazione, In vacanza da una vita. Il disco è ben accolto dalla critica e vende molto, a colpi di canzoni che tuttoggi sono ben ricordate da tutti. Bum Bum è di certo il pezzo simbolo di Irene. Ma come non citare l'omonimo singolo o Dolcissimo amore: questo è un pezzo particolare per me, mi ricorda un anno, il 2002, quando ascoltavo questa canzone e pensavo ad una persona con cui mi ero da poco messo insieme.
Perdonate la parentesi personale, ma la musica è emozione e non si può parlarne senza pensare alle emozioni che regala.
Nel 1997 ecco il terzo disco, Per fortuna o purtroppo, un disco diverso dai precedenti, che dimostra la voglia di sperimentare per l'artista. Di tutte le canzoni, la più bella dell'album è Che vita è, brano diverso dagli altri, è il classico pop melodico con cui Irene riesce sempre ad emozionare.
Nel 2000 torna a Sanremo come big, cantanto La tua ragazza sempre, seconda con merito. Questo cd mostra l'anima rock di Irene, con brani come quello sanremese, ma anche con Eccezionale, brano con un testo d'amore ma con una chitarra elettrica più pesante. Nel 2001 ecco Irek, raccolta, che deve parte del suo successo anche al singolo inedito che è diventato un altro classico dell'artista. Per fare l'amore è un pezzo rock che evidenzia uno stile ancor più rockeggiato, quasi punk: basti sentire Sconvolto così. Dal Soul al rock duro, questa è Irene Grandi.
Nel 2003 ecco Prima di partire per un lungo viaggio, sesto album inedito tirato dall'omonimo singolo, il cui testo è di sicuro profondo quanto malinconico. Sono quei viaggi della vita che dobbiamo fare, anche se a volte non si vorrebbe "partire". Nel 2005 il settimo lavoro, Indelebile. Mi spiace, ma questo disco l'ho poco colto, anche i singoli sinceramente non mi hanno detto molto. Ovviamente questo è solo il mio modo di pensare.
Invece nel 2007 grande successo di Irene Grandi. Per lanciare la nuova raccolta con brani originali, 4 Unplugged ed un paio di cover, ci pensa un brano respinto a Sanremo, che invece diventa una hit che le radio passano all'infinito. Ecco Bruci la città è bella, ha un bel sound, ha pure un bel testo, ma a tratti fatico a capirla. La radio mi ha dato modo di ascoltarla all'infinito, ma alla fine dicevo sempre "Bella, ma non l'ho capita del tutto." Ma vabbé, a volte le canzoni piacciono proprio per il testo un po' criptico.
Dopo le canzoni di Natale, il 2010 caratterizza il ritorno con un disco di inediti per Irene Grandi. Si presenta all'Ariston con un brano che mi ha fatto saltare dalla sedia. La cometa di Halley è un brano che ti prende col ritmo.
Io ti dico addio, tu mi dici ciao. Un tributo ai Beatles? Forse :-D
lunedì 27 febbraio 2012
Italia patria di artisti: Giorgia
Di Giorgia potrei parlare per ore, ho seguito l'evoluzione della cantante romana da quel Sanremo Giovani in cui trionfò con E poi. Ci pensate, lei ha portato un brano così intenso, dove mostra allo stesso tempo una voce potente, calda e porta pure un testo di grosso interesse. Con tutti questi presupposti si classifica 7°. Poco male, è lei la vincitrice morale e l'anno dopo arriva il trionfo.
Come saprei è uno dei pezzi migliori dell'artista, unione ancora di voce, testo. Lei ci mette una passione nel canto e in questa canzone dà il meglio di sè. Ogni volta che la sento, mi mette i brividi, come vorrei avere la sua voce per ricantarla.
Con strano il mio destino, arriva un altro terzo posto. Il pezzo è ancora una perla. Dopo di questo inizia una collaborazione con Pino Daniele ed esce il terzo disco: Mangio troppa cioccolata è un cambio di stile, passando da un pop melodico ad un pop soul. Di tutte le canzoni del disco la mia preferita è Dimmi dove sei, pezzo dolce, delicato. Nel 1999 ecco Girasole, 4° disco dell'artista, che contiene l'omonimo singolo, nonché la cover de Il cielo in una stanza.
Eccola ancora a Sanremo nel 2001 con Di sole e d'azzurro, che giunge seconda ma che avrebbe potuto tranquillamente vincere. Il pezzo inizia con Giorgia che canta quasi sotto voce per poi risalire nel finale fino all'esplosione di tutta la potenza della sua voce.
L'anno successivo muore Alex Baroni e lei gli dedica Marzo, canzone bellissima che non avrei mai voluto sentire: è stupenda quanto triste. Sapere poi cosa ha portato a scrivere questo pezzo non fa che buttare ancor più giù. Però come dice lei stessa
per questo viaggio ci vuole coraggio
per questo amore pieghiamo il destino
ti resto accanto su questo cammino
però ti prego tu dammi la mano
Nel 2003 ecco Ladra di vento che contiene anche Gocce di memoria, colonna sonora del film La finestra di fronte. Nel 2005 è la prima italiana ad avere l'onore di partecipare ad MTV Unplugged. Tra gli inediti del disco segnalo Infinite volte. Nel 2007 ecco un altro disco di inediti, Stonata.
Infine, dopo il greatest hits del 2008, ecco nel 2011 il suo ritorno con un album di inediti. Dietro le apparenze contiene i singoli Il mio giorno migliore, pezzo da estate, poco tipico per Giorgia, ma non meno interessante. E' l'amore che conta è il secondo singolo, scritto da Busbee, già autore di brani per Katy Perry. Infine il terzo singolo - almeno per ora - con Ramazzotti, in classifica tuttora.
Di me ti diranno che sono una pazza Ma è il prezzo di essere stata sincera
Non maleditemi se ho messo così tanti brani di youtube e il pezzo si carica a fatica: ne avrei messi anche di più, per me Giorgia è una delle più grosse realtà femminili della musica italiana, proprio per la sua completezza artistica.
martedì 21 febbraio 2012
Italia patria di astisti - Francesco De Gregori
Per parlare di De Gregori bene dovrei stare giorni e giorni a scrivere. Oltretutto lui "esercita" da ben prima che nascessi, il 1970. Allora parlerò di come io ho conosciuto musicalmente questo artista.
Non ricordo se la prima sua canzone che ho sentito di lui è stata La donna cannone o Generale. Due bellissimi testi: il primo è un pezzo d'amore, con la cornice di un circo e della protagonista, appunto la donna cannone. Quando la sento in cuffia mi mette i brividi addosso, è un pezzo dolce quanto malinconico. Generale è del 1978 ed è uno di quei pezzi social politici di De Gregori: la storia di un soldato che rivolgendosi al generale, racconta dell'assurdità della guerra e di come ci sono cose più belle nella vita.
Ma De Gregori non è solo questo, lui ha esordito con un altro grande della musica quale Venditti: Antonello lo cita in molte canzoni, è anche uno dei "4 ragazzi con la chitarra" in Notte prima degli esami. Poi trovò il suo successo insieme a Dalla, altro grande amico di Francesco con cui è nato un grande duo. Raggiunto il successo, nel 1976 succede un brutto fatto: De Gregori in un concerto a Milano è interrotto da alcuni ragazzi che lo accusano di voler far soldi con temi cari alla sinistra. Questo fatto lo porta ad una lunga pausa.
L'uscita di Banana Republic nel 1978 riporta al successo il cantautore, per poi arrivare al 1979 in cui esce l'album con la canzone omonima Viva l'Italia. Questo brano patriottico è un altro successo. Si può dire che dalla fine degli anni 70 a tutto il decennio degli '80 Francesco produce le sue migliori canzoni. Pablo o ancora Rimmel, un brano malinconico in cui si parla di un addio dalla propria amata, con la solita poesia di Francesco.
Negli anni 90 comincia a diminuire lo spazio per cantautori come lui, però ha modo di farsi apprezzare anche con il brano Il bandito ed il campione e con la valigia dell'attore: quest'ultimo tratta dei continui viaggi di un attore in vari alberghi per il suo lavoro.
L'ultimo lavoro da solista è stato nel 2008, ma due anni fa insieme a Lucio Dalla hanno composto un album ed un lungo tour. Se devo essere sincero, viste alcune canzoni sentite, mi è sembrata più un'operazione nostalgia che un vero nuovo progetto con nuovi contenuti. Ma questo è solo un mio pensiero.
martedì 7 febbraio 2012
Italia patria di artisti: Elio e le storie tese
Spesso considerati solo un gruppo demenziale, Elio e le storie tese arrivano da un'esperienza quale il conservatorio. Non a caso le loro musiche sono sempre curate maniacalmente. Come se - perdonate il paragone -, domani Picasso facesse vignette satiriche. Non è che non sarebbe più Picasso perché invece dei quadri disegna vignette.
Loro nascono musicalmente durante gli anni del liceo, tra il 1975 e il 1980. L'esordio è con Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu, una simpatica frase che significa Sborriamo e scoreggiamo con Elio in allegria. Tra le perle di questo album abbiamo Cara ti amo, un simpatico dialogo tra uomo e donna che dipinge una caricatura del rapporto tra due fidanzati. Giusto per dire
Lui - Rimango in casa
Lei - Mi opprimi
Lui - Esco
Lei - Questa casa non è un albergo
Poi segnalo John Holmes, dedicata al celebre attore porno, o ancora Nuvole di ieri sul nostro domani odierno - abitudinario -.
L'anima cazzara del gruppo continua nel secondo disco: The Los Sri Lanka Parakramabahu Brothers featuring Elio e le Storie Tese. Il gruppo simula di cantare con una band fittizia. Tra le canzoni si segnala Born to be Abramo.
La loro carriera continua così con vari album, finché nel 1996 arriva la consacrazione del gruppo con la bellissima partecipazione a Sanremo. Nonostante il secondo posto, sono loro i vincitori morali, rimanendo fino all'ultimo in testa. Oggi ci sono misteri riguardo l'improvvisa retrocessione al secondo posto. Il disco Eat the phikis è un successo. Qui si comincia a vedere un ulteriore miglioramento musicale. Tutti i pezzi sono ben studiati ed oltre al pezzo sanremese La terra dei cachi, possiamo ascoltare mio cuggino: brano coi tipici luoghi comuni e le classiche balle raccontate dal cugino. C'è pure un pezzo di tipo sociale quale omosessualità, una denuncia contro i pregiudizi verso gli omosessuali.
Craccracriccrecr è una conferma della consacrazione, per non parlare di Cicciput. Quest'ultimo è il famoso disco con Shpalman. Ci sono anche altri pezzi di attualità, come Budy Giampi - contro la pena di morte -. E che dire di Gimmi Il Pedofilo, contro i pregiudizi. Basti pensare che, come dice il testo, "Il Pedofilo" era cognome, ma viene ucciso dalle persone, pensando fosse un criminale.
L'ultimo disco di inediti è Studentessi, dove tra le altre c'è Parco Sempione, pezzo di denuncia contro la regione lombardia. Saprete che la sede della regione sorge al posto di un parchetto che è stato distrutto, nonostante la ferma opposizione dei residenti.
Infine segnalo che gli Elii hanno firmato molte sigle di mai dire gol. Tra queste segnalo Nessuno allo stadio, sigla di Mai dire mondiali
martedì 27 dicembre 2011
Italia patria di artisti - Alex Britti
Io e Alex non ci siamo subito capiti: all'inizio mi è sembrato un tormentone del momento, uno di quei fenomeni musicali che esplodono col tormentone estivo, per poi sparire. Difatti se ricordate, nel 1998 esordì con Solo una volta ( o tutta la vita), canzone che non capii, la considerai un banale tormentone estivo. Invece apprezzai già di più Gelido, secondo singolo, ma ancora non mi ispirava come cantautore.
Poi eccolo a Sanremo, dove vinse come nuova proposta grazie al brano Oggi sono io: questo brano gli valse un altro grosso successo e gli permise di farsi conoscere ancor più dal pubblico.
Nel 2000 ecco il secondo album ed ecco che di nuovo Britti è tornato a non piacermi. Il brano La vasca non l'ho compreso: va bene fare musica spensierata, però boh, non capivo il senso, il significato; 1 su un milione era di sicuro di maggior interesse, poi eccolo di nuovo all'Ariston. La canzone da lui presentata mi ha colpito molto, Io sono contento tuttoggi per me è uno dei brani che più mi piace ascoltare, anche in virtù di mie ragioni personali.
Arriva il 2003 ed eccolo col brano che forse mi ha fatto finalmente apprezzare questo artista. 7000 caffé è davvero una canzone interessante, aperta da un ottimo giro di chitarra, dove mostra la sua bravura con lo strumento. Il disco tra l'altro contiene la stupenda Lo zingaro felice: ascoltate il testo e potrete apprezzare a pieno questo brano.
Quell'anno Alex Britti fece un tour dove cantava accompagnato solo dal suo piede e dalla chitarra: accompagnamento semplice, è così che si vede il valore di un artista. Non a caso nel 2007 è il secondo artista italiano - dopo Giorgia - ad avere l'onore di registrare un concerto unplugged di Mtv.
Facciamo un passo indietro: nel 2005 ecco Festa, album di cui io apprezzo soprattutto l'omonimo singolo, dove si parla della vita di alcune persone che, per un motivo o l'altro, vivono sole e sono costrette a far festa sole.
Infine ecco nel 2009 .23, il cui singolo più famoso è Piove. Dopo il greatest hits di quest'anno, ora speriamo che esca presto un suo disco di inediti.
Di certo ad oggi è un cantautore di gran calibro, un punto fermo della musica italiana: bravo paroliere, ottimo con la chitarra, anche la voce non gli manca, insomma è un artista completo.
lunedì 19 dicembre 2011
Italia patria di artisti - Alex Baroni
E partiamo subito con la A, dove abbiamo Alex Baroni, un artista purtroppo prematuramente scomparso che ha lasciato tristi fan come me. Lui è stato un artista che oggi avrebbe potuto essere sulla cresta dell'onda. Purtroppo ha sempre faticato a farsi notare, caratteristica tipica di chi rifiuta i motivetti banali preferendo canzoni d'autore per intenditori, poco apprezzabili dalla massa.
Oltre che bravo scrittore, Alex è stato anche una voce straordinaria, emozionava sempre sentir tenere certi acuti: questo lo ha reso un artista completo. Io ho potuto sentirlo in radio con Ce la farò, brano intenso dove ho potuto ammirare per la prima volta la sua voce. Poi eccolo a Sanremo giovani, dove non vince ma ottiene vari premi della critica con Cambiare.
Il primo disco, intitolato come lui, raccoglie tra le altre anche la canzone Scrivi qualcosa per me e Male che fa male, una sorta di preghiera che penso possa piacere anche a chi credente non è.
1998, nuovo disco e nuova partecipazione a Sanremo con il brano Sei Tu O Lei (Quello Che Voglio): la casa discografica non ha scelto per lui il brano migliore del disco, anche se comunque è piacevole da sentire. Migliore di gran lunga è Onde, forse la canzone che ha dato maggior fama all'artista.
Man mano l'artista comincia anche a farsi conoscere anche all'estero ed ecco nel 1999 il terzo disco, Ultimamente, che contiene tra le altre Pavimento liquido. Non fa in tempo a pubblicare il 4° disco, il 19 marzo 2002 subisce un incidente mortale. La notizia ricordo che provocò molta tristezza nei fan, la stessa Giorgia, sua fidanzata al tempo, dedicò la bellissima Marzo, un testo che fa venire il magone a leggerlo e allo stesso tempo emoziona. Dopo la sua morte, è stato organizzato un bellissimo live a Milano al Duomo dove molti suoi amici artisti hanno cantato le canzoni di Alex. Infine, ecco che nel 2004 è uscito l'album postumo, preceduto da una raccolta. E per chi volesse pensare male, ricordo che i soldi ricavati dai lavori postumi, sono andati alla fondazione, a nome di Alex Baroni, che raccoglie soldi per beneficienza. Tra le canzoni postume, mi piace molto Speriamo, estratta dalla raccolta semplicemente. Eccovi un passaggio che adoso di questa canzone.
Spero poi che basti un'alleanza fra i Pesci e il Leone per far sì che il Cancro resti solo un segno zodiacale.
Oltre che bravo scrittore, Alex è stato anche una voce straordinaria, emozionava sempre sentir tenere certi acuti: questo lo ha reso un artista completo. Io ho potuto sentirlo in radio con Ce la farò, brano intenso dove ho potuto ammirare per la prima volta la sua voce. Poi eccolo a Sanremo giovani, dove non vince ma ottiene vari premi della critica con Cambiare.
Il primo disco, intitolato come lui, raccoglie tra le altre anche la canzone Scrivi qualcosa per me e Male che fa male, una sorta di preghiera che penso possa piacere anche a chi credente non è.
1998, nuovo disco e nuova partecipazione a Sanremo con il brano Sei Tu O Lei (Quello Che Voglio): la casa discografica non ha scelto per lui il brano migliore del disco, anche se comunque è piacevole da sentire. Migliore di gran lunga è Onde, forse la canzone che ha dato maggior fama all'artista.
Man mano l'artista comincia anche a farsi conoscere anche all'estero ed ecco nel 1999 il terzo disco, Ultimamente, che contiene tra le altre Pavimento liquido. Non fa in tempo a pubblicare il 4° disco, il 19 marzo 2002 subisce un incidente mortale. La notizia ricordo che provocò molta tristezza nei fan, la stessa Giorgia, sua fidanzata al tempo, dedicò la bellissima Marzo, un testo che fa venire il magone a leggerlo e allo stesso tempo emoziona. Dopo la sua morte, è stato organizzato un bellissimo live a Milano al Duomo dove molti suoi amici artisti hanno cantato le canzoni di Alex. Infine, ecco che nel 2004 è uscito l'album postumo, preceduto da una raccolta. E per chi volesse pensare male, ricordo che i soldi ricavati dai lavori postumi, sono andati alla fondazione, a nome di Alex Baroni, che raccoglie soldi per beneficienza. Tra le canzoni postume, mi piace molto Speriamo, estratta dalla raccolta semplicemente. Eccovi un passaggio che adoso di questa canzone.
Spero poi che basti un'alleanza fra i Pesci e il Leone per far sì che il Cancro resti solo un segno zodiacale.
lunedì 12 dicembre 2011
Italia, patria di artisti
Questa frase è più di un luogo comune, l'Italia ha un grande patrimonio di cantautori, peccato solo che siano poco filati all'estero. Purtroppo la lingua non gioca a nostro favore, chi si sbatte ad ascoltare una canzone in italiano? Fa niente che noi apprezziamo a volte pezzi in inglese di cui ignoriamo il testo o comunque di cui abbiamo un'idea nebulosa - quando l'abbiamo -.
Poi lo stile musicale italiano tipicamente bada più al testo, al contenuto, alla voce: l'accompagnamento spesso è solo un contorno, ecco anche perché la nostra musica espatria poco. Però ci sono, spesso poco filati dalle radio o passati giusto quel che serve, i cantautori nostrani sono tanti.
Io sono grande appassionato di musica italiana, da piccolo ascoltavo Radio Italia, salvo poi decidere di internazionalizzarmi per espandere il mio campo di conoscenze. Quindi vorrei iniziare una rubrica dedicata agli artisti dello stivale. Penso che andrò in ordine alfabetico - ma non è una regola fissa - e comunque non seguirò le regole di mercato: per dire alla P tutti si aspettano la Pausini, io invece parlo di Max Pezzali - che non è un pirla comunque -. Alla F? Tiziano Ferro? Forse, ma perché no Eugenio Finardi? Insomma vado solo di miei gusti. Altra regolina: mediamente la lettera sarà il cognome, ma se non trovo nulla di interessante, o salto la lettera oppure uso il nome - imbroglio insomma :-P -.
Ok, mi sono dilungato nella presentazione della rubrica, a sto punto vi lascio con un video dove ci sono molti artisti uniti insieme. Adoro questa canzone sia per il fine benefico, sia per il fatto di poter vedere insieme così tanti artisti insieme.
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